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Blogger: Ladridiortiche
Nome: Dodot Lumière
Ognuno ha dentro un demone che ti avvelena con la verità, che succhia dalla mammella le energie virtuose, che scalcia per farti sudare come un cammello dietro alla morgana, per farti accasciare solo nella sabbia. Molti popoli lo hanno sgamato, Daimon per i socratici , spiritello infernale per gli arabi..anch'io ho deciso di non ignorare Dodot. Piu' lo ignori , il tuo demone , piu' ti cinge. Quante dune ancora prima della Torre d'Agata?? Il deserto mi incorona.
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domenica, 26 marzo 2006

Ieri e' successo molto. Una di quelle giornate in cui il Tempo sembra dilatarsi fino a comprendere i lontani fini dell'Ozio.  Grazie al sottile controllo dei nervi e ad un minimo rallentamento della respirazione, ho abilmente evitato il morso dell'Ansia e la seguente tachicardia, ho attraversato stazioni con agilita', libera da ogni mania. Sono giunta così sui colli borghesi di Napoli ed e' sempre come perdersi tra i boccoli di una bionda senza cervello, come sentirsi rapiti dal bello senza ragione, senza senso. Un tempo l'architettura traeva spunti dalla struttura sociale della citta', adottava gli stessi schemi della gerarchia per costruire i suoi piani ambiziosi , i suoi attici tendenti al Sole.  Il basso e  la vetta, il sud e il  nord, il porto e  l'acropoli, Piramidi urbane che resistono, a Bahia come a Napoli, come ad Atene. Cio' che stupisce e' che questa gotica elevazione non vale fino in fondo ed e' spezzata continuamente al suo interno.  In fondo queste altere dimore  hanno anime cupe, antri a picco sui quartieri , cento braccia di vicoli in cui refluisce tutto il sangue venoso, tutto il sangue nero.       A piedi  ho attraversato il corpo livido della Citta' fino a spuntare sul suo collo latteo e nobile, fino a vederne la testa e l'elmo scintillanti. Sono entrata quindi in una casa infestata di rovi, piante furiose in cui c'erano incolori accenni di fioritura del glicine. Due miei cari amici hanno trovato sistemazione la', insieme a un'adorabile donna francese. Valerie.  Da lei ho ascoltato i suoni soffici dell'alfabeto fonetico francese, abbiamo letto assieme un articolo da Le Monde diplomatique sui referendum in Francia e in Olanda contro la ratificazione della Costituzione europea, un Papiro, quello, caduto dall'alto delle buie stanze dei parlamenti, abbiamo discusso sul significato di questo Rifiuto. Perche' non ci lasciano votare prima di elaborare il testo, di firmare l'accordo e tutto quanto, perchè "ratificare" dopo senza capire, perche' essere coinvolti senza partecipazione attiva? Questo ci siamo chieste, cercando di non perdere del tutto la voce. Spossessamento della partecipazione democratica. Questa e' la parola ricorrente del giornalista francese. Dobbiamo solo fare numero insomma, a fare il resto ci penseranno loro.  Sento un debole sisma mentre diciamo queste cose, perche' non abbiamo malizia, non abbiamo pudore e  soprattutto non abbiamo Interessi nel dire queste cose. Noi siamo quelli che guardano dall'alto come da un altro pianeta, Straniati nonostante tutto, eppure noi nella nostra Spietatezza e nella nostra Utopia, siamo gli unici in grado di avvicinarsi all'oggettivita'. Nel Limbo, nell'osservatorio privilegiato dello Studio, nascosti negli antichi covi della servitu' ...

Dopo un po' io, la mia amica italiana e la mia amica francese, abbiamo pranzato con calma, con chiacchiere, abbiamo preso il caffe' e ci siamo lanciate >Fuori, verso un' ipotetica mostra di VideoArte, dimostratasi un fantasma di una mostra che ancora non c'e'. Allora, senza perderci troppo d'animo, abbiamo seguito fiumi di persone nelle aree pedonali,  poi inseguito appuntamenti andati in fumo con amici degli amici, infine abbiamo riparato in un locale etnico dallo sguardo di vetro verde, seducente come un sonaglio di cobra. Dopo varie e immotivate peripezie mentali ho Finalmente deciso cosa bere : birra nera,  perche' le ragazze bevevano the palestinesi fumanti ed io temevo troppo l'agguato della Nausea, che per giorni mi e' stata fedele.  Poi perche' la birra avrebbe dovuto allontanarla?  Giri viziosi di pensiero.

Risaliamo Napoli io e Virgo da sole nelle prime ebollizioni del sabato sera, pensiamo svogliatamente a un mezzo di linea, ma poi ci basta guardare l'immobilita' delle auto in strada per ripartire: tubi di scappamento vibranti lasciano cadere qualche goccia sospetta nel fumo d'inferno delle loro fauci roventi. Mentre continuiamo, lei mi mostra gli inaspettati legami tra quartieri e Quartieri, ci imbattiamo in una processione cristiana, stranamente ancora animata da un qualche senso di rito, subito notiamo un bimbo nero cicciottello che balla e ancheggia, agitando un insegna di Cristo. Fuggiamo altrettanto subito, alla ricerca di nuovi spunti. Tornate alla Tana, tocchiamo l'Australia grazie ad un album dei Silverchair,  e parliamo dei matrimoni illustri..come appunto quello del cantante cobeiniano dei Silverchair e Nathalie Imbruglia, che, anche se non si evince troppo dai suoi pezzi, deve di certo avere un debole per il rock , o per  i rocker..Poi parlato di altre scuole di pensiero, dell'arte immortale della falsificazione di se' e del resto. Solo sofisticherie piene di canne, pero' mica male...Infine, per coronare, a cena dal cinese, con un acquario sotto i piedi, consci dei futuri spasmi digestivi. Non la smettevamo di ordinare solo antipasti e primi, quasi a voler dire di non voler mai arrivare ad una conclusione,  ma poi con la spinta decisiva della frutta mista fritta e dell'ora legale (o illegale a seconda dei gusti) ci siamo decisi a chiudere bottega, a tirare giu' il nostro sipario ancora una volta.

postato da: Ladridiortiche alle ore 16:39 | Link | commenti (3)
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giovedì, 23 marzo 2006

femme de rimmel

Una donna che lotta sui tacchi davanti al treno, un pakistano che ha paura di sfiorarla nel passare,  i viaggiatori, soli,  con un libro aperto in grembo,  volgono gli occhi stanchi dalle finestre spesse, opache come occhiali sporchi da anni. Malgrado scene metropolitane sembrano svolgersi a milioni nell'indifferenza generale, come altrettante piéces rimaste senza spettatori, qualcuno cerca sempre di scorgervi delle oscure verita' , cosi' semplici e palesi da divenire impossibili da decodificare.  Forse perche' prive di chissa' quale codice. Gli uomini colti pero' stimano troppo il linguaggio per potervi rinunciare. Così al Mistero delle cose semplici si sostituisce  la Chiarezza delle cose  piu' dense.  Gli altri poi, gli uomini meno colti, per scelta o per sfortuna,  partecipano senz'accorgersene all' indecifrabile quadro che si estende infinito e minuzioso.  E non cercano di rappresentare qualcosa di complessivo, al di fuori di se'.

 La Realta' di per se' non e' affatto vanitosa, ma aspetta Artisti, Poeti,  Intellettuali affinche'  le alzino lo specchio...A quel punto, si scandalizza, si offende e si ritrae nel suo pudore di femmina,  imprecando contro di loro, spingendoli via,  come se il suo volto turpe e sgraziato fosse il frutto della loro corrotta immaginazione.

postato da: Ladridiortiche alle ore 16:49 | Link | commenti (1)
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giovedì, 16 marzo 2006

naples

Periferie

 

Camminavo sul nervo teso della citta’,

strada lunga di folle di formiche e

grossi culi di metallo che arretrano piano.

Puntando verso il nord della foschia,

sbirciavo in persiane fatiscenti di ruderi

il buio gonfiarsi delle tane.

In altri cortili dall’intonaco fresco, invece,

ho visto ragazzi gettare lance arrugginite

in una fila grigia di mattoni ciechi,

quasi a bucare i loro occhi cerchiati di cemento.

Solo a un primo sguardo il nuovo

non assomiglia all’antico…

Dopo l’uno trapassa sempre nell’altro e

l’erbaccia sale dalle crepe di marciapiede.

 

postato da: Ladridiortiche alle ore 19:04 | Link | commenti (1)
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giovedì, 09 marzo 2006

Uno  zoccolo di cavallo basco ruzzolo'  sui Pirenei  francesi,  durante una settimana di  forte vento atlantico ,   e cadde a valle  davanti al piccolo stalliere della famiglia Ravel,  mentre la madre tornita cuoceva zuppa d'aglio,  pelota l'avevano chiamata  i primi padroni e pelota lei era rimasta  per tutti,  il suo vero nome finito nell'oceano, dall'altra parte, nella Spagna sudata.    Il piccolo stalliere lo raccolse ,  tremando,  lo nascose subito dietro la schiena e  corse via dai fumi della cucina per andarlo a contemplare meglio,  da solo.  C'era anche il ferro sotto, con uno stemma ondulato..dunque avrebbe avuto fortuna da grande,  la corrente l'avrebbe  trascinato  via  dalle  montagne,  lo sapeva lui che significava trovare un ferro di cavallo, e lui l'aveva  visto correre  nel vento smuovendo terriccio e  fermarsi  davanti al suo sporco stivale, pur essendo il suolo in continuo pendio.  Juan capi' che fortuna era quella  e che a lui non restava altro trucco che attenderla, soprattutto per un giovane membro della  servitu'  .  Uno che non puo' nemmeno andarsela a cercare, la fortuna.  Ma ora cambiava tutto... con quel segno.

Quel giorno stesso nacque Marcel, il figlio dei signori..cose strane venute chissa' da dove atterravano  in casa Ravel quel giorno, ma esse  dovevano nascondere un senso.   Juan  ebbe l'ordine di suonare i campanacci di vacca per sventolare la notizia al villaggio, anche se il pianto del bambino  era cosi' sonoro da passare dai vetri..Juan sarebbe partito, quel giorno' lo presagi',  scrutando il ferro a forma di lira...

"Partiamo, signor Marcel?!  E per dove?  io ho trent'anni, devo prendere moglie...devo badare alle stalle.."

"Sposerai Parigi,  Juan!  Andiamo a toccare il seno della Francia, altro che mogli!   Pulirai i miei strumenti, anziche' spazzolare dorsi di vacca e culi di d'asina..girerai le pagine di spartito al maestro anziche' girare  le viti in ferri di cavallo..non ti  basta.. Che aspetti??!"

Juan ricordo' i brividi del vento nel giorno in cui nacque Marcel, ricordo' il  regalo dei Pirenei, il ferro a forma di lira e gli sembro' tutto piu' chiaro, non esito'.   Partirono subito tra i  singhiozzi ispanici di Pelota e i fazzoletti bianchi delle sorelle vergini di Marcel, poi si senti' solo la musica delle ruote per il lungo, definitivo deliquio.les toits de paris sous la neige

postato da: Ladridiortiche alle ore 17:37 | Link | commenti
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mercoledì, 08 marzo 2006

I miei zii militano. Chi dentro e chi contro la police.

Uno ha sposato un donnone peloso di stampo russo come non se ne vedono piu' di questi tempi ed e' maresciallo nell'agro pontino,  l'altro intinge le dita nel brandy e si profuma il lobo d'orecchio,  fa mutui in stile Impero per l'odore frusciante di soldi, le camice dal sarto e il buon cuoio di tod's che gli ha fottuto cuore e cervello.  La societa' li ha prima divisi e  poi riconfusi nella sua folla solo apparentemente turbolenta, sotto sotto tristemente ammaestrata. Questa Famiglia, la loro,   in realta' si allarga sempre di piu',

destra, centro destra, centro, centrocentrosinistra e poi finestra, chi si lancia  e' defenestrato.

Siamo governati da palle mosce..dice  un  vago ricordo di filmguardie a christiania(Qui su)...uomini armati e ben equipaggiati nella terra dei beoni danesi diffondono l'Ordine e il Terrore a Christiania (Copenaghen)...Lo Sballo esiste, ed esistono i suoi fedeli..loro, noi, cosa volete farci?

volete distruggerci? no, peggio... forse volete farci sentire in colpa, volete farci vergognare,   volete  buttarci dalla parte del male, del torto marcio, senza idee, senza argomentazioni, solo per spirito di Reazione, di vecchia Conservazione.  

Se noi che abbiamo tanto da ridire su tutto diventiamo il Male, allora loro saranno finalmente il  Bene,  la verita' assoluta, indiscussa,  fine dei dubbi.

postato da: Ladridiortiche alle ore 16:56 | Link | commenti
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giovedì, 02 marzo 2006

Preistoria della musica

Usciti dalle fauci della caccia, Australopitechi stranamente malinconici si accasciarono sul letto di fronde, mentre le femmine strappavano i bocconi di carne migliore per imboccarli ai piccoli. Senza forza di prendere parte alla cena collettiva , alcuni di essi piu' stralunati perdevano gli occhi verso il sipario vago e incomprensibile dell'orizzonte..quando d'improvviso uno di loro  pizzico' soprapensiero la corda tesa dell'arco conficcato a terra.  Ne fuoriusci' un languido suono.  Un lungo sibilo, che impaurì ed innamoro' la tribu'.

Dicono che cosi' nacque la musica, nella notte dei tempi.

Oppure la leggenda narra che l'invento' il messaggero degli Dei con un guscio di tartaruga all'ombra di una grotta, facendone poi dono ad Apollo...e da li' la luce, le primavere colme di grano, la matematica, la metrica greca, le piramidi, lo zodiaco e le piu' alte sfere e tutta l'industria spirituale dei sogni...

Anche per Dante gli immensi cerchi del cosmo ruotavano emettendo motivi musicali e l'intero universo cantava.

Cos'e' dunque la musica, madre o figlia delle muse?

Sorella o sposa dell'uomo?

postato da: Ladridiortiche alle ore 10:51 | Link | commenti (2)
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