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Blogger: Ladridiortiche
Nome: Dodot Lumière
Ognuno ha dentro un demone che ti avvelena con la verità, che succhia dalla mammella le energie virtuose, che scalcia per farti sudare come un cammello dietro alla morgana, per farti accasciare solo nella sabbia. Molti popoli lo hanno sgamato, Daimon per i socratici , spiritello infernale per gli arabi..anch'io ho deciso di non ignorare Dodot. Piu' lo ignori , il tuo demone , piu' ti cinge. Quante dune ancora prima della Torre d'Agata?? Il deserto mi incorona.
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giovedì, 15 giugno 2006

Redon IIUna cavalletta si è pentita,   Ieri sera mentre macerava il cielo,  ha svelato molti retroscena sui campi di segale a sud della Macedonia,   Poi si è ripentita, mentre il tuorlo pallido dell'alba saliva stranamente sicuro di sè,   Tradire così  Lo Squadrone dei 70 Parassiti,  in una tana di plastica gialla, affumicata,  piena di umani calvi o sudati attaccati alle funi parlanti.. Questo non era proprio suo costume.

 Nella confusione di porte sbattute, il tabacco le aveva parlato della sua infanzia, della sua famiglia divoratrice di foglie fresche di tabacco indiano, degli anni  della sua estraneità al Movimento di Liberazione dai Pesticidi...La segale che falcerete nei Balcani sara' segale cornuta..Ecco cosa aveva svelato, la loro  tecnica numero uno: Le infestazioni dei campi, la sostituzione del Pane con la Mescalina,  il loro segreto patto coi Pagani e con la  Resistenza Hippie, ma forse quello non l'avevano proprio capito..

Allora ai primi fragori della mattina, al cigolare del postino, la cavalletta, pentita di essersi pentita, non può che scappare  da una zanzariera lacera, penzolante in un lato.  Testimone della deriva, come stai? Vuoi un'ortica?   No grazie, non ho fame, Non dirmi perchè hai dormito sulla Magnolia o nel velluto dei Papaveri,    No, dietro a un pozzo di porcellana, sognando di mangiare tabacco come ai vecchi tempi,  Ah, ho capito..Te l'ho detto che oggi di Sogni non devi abusare, Vedi,  ti tolgono l'appetito, e un militante non può mangiare per sogno, anzi deve restare un pò a digiuno di sogni, ti rendono sciatto e femmineo... La cavaletta sospirò davanti al superiore, Sì, Calabrone!  Ai suoi ordini. 

   Anche per raggiungere l'Emancipazione dunque si doveva passare per l'Obbedienza,  Pensò di sfuggita che era più femmineo un Parassita Ubbiediente, che un Parassita Sognatore, ma non disse niente, Perchè la notte prima stava per trasformarsi in un Parassita Disertore e  Traditore, e tanto bastò a cucirgli il muso, Sentì stringersi come mai prima d'allora la gola di carta pesta, mentre il dardo di mezzoggiorno scompigliava uno stormo di Rondini.

postato da: Ladridiortiche alle ore 11:28 | Link | commenti (1)
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mercoledì, 07 giugno 2006

 -Senza parole-      

La Chappelle espone a Napoli, à coté de Tiziano, al Museo di Capodimonte......Accorrete, accorretene tutti......

postato da: Ladridiortiche alle ore 12:39 | Link | commenti (1)
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domenica, 04 giugno 2006

 

Episodio: Lenti di smarrimento

Un signore in piedi guarda attraverso il vetro,  nell'afa sudicia del vagone.  Il sole batte a tratti sulla sua montatura d'occhiali, un rapido  fischio d'oro sul suo viso anziano.

Dall'altra parte c'è un altro uomo seduto, dal volto meno anonimo, che sfoglia giornali di destra, leccandosi di tanto in tanto il polpastrello. Ha un che di settentrionale, un occhio chiaro da buon lavoratore, un verde quasi mattutino. E poi è vestito così male..come un venditore di trote.

Quello in piedi, scomodo e senza nulla da fare, allora sbircia qualche titolo dal vetro grasso.  La scena è tenera, poichè sembra un elogio grottesco alla Conoscenza:  un vecchio col sole negli occhi che cerca disperatamente di  leggere notizie da un  giornale altrui...Ma poi  ne sento tutto lo zolfo...La  lettura faticosa dell'uno è solo un modo per  tenersi in piedi, per distrarsi fino alla propria fermata, la lettura avviene attraverso strani sistemi di lenti macchiate, la lettura è sapientemente smorzata dalle remate al polpastrello umido dell'altro al di qua del vetro....così  come se l'uno  pendesse dai movimenti dell'altro.  

Come se leggere a proprio gusto fosse privilegio dei pochi che si sono seduti.

E agli altri toccasse solo sbirciare.

non-urinat

postato da: Ladridiortiche alle ore 21:08 | Link | commenti
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