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Blogger: Ladridiortiche
Nome: Dodot Lumière
Ognuno ha dentro un demone che ti avvelena con la verità, che succhia dalla mammella le energie virtuose, che scalcia per farti sudare come un cammello dietro alla morgana, per farti accasciare solo nella sabbia. Molti popoli lo hanno sgamato, Daimon per i socratici , spiritello infernale per gli arabi..anch'io ho deciso di non ignorare Dodot. Piu' lo ignori , il tuo demone , piu' ti cinge. Quante dune ancora prima della Torre d'Agata?? Il deserto mi incorona.
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lunedì, 27 agosto 2007

Peace Keeping

L'unghia  si  spezzo'  lungo la strada.
All'altezza del  fiume  che fa ribrezzo, pure  ai  cani.
Nessuno dei randagi ci si abbevera.
Nemmeno il peggiore, ramato di zecche, azzoppato o mezzocieco.

Si correva coi semafori  spenti ai lati.
I clacson  abbaiavano  tanto che la radio perdeva suono.
Dei  babbo natale pendevano nell'afa , come il segnale  di terre incolte,
sempre peggiori, senza tempo,  squallide periferie cucite male.

Agli angoli invece di polveri e carte,  si addensavano buste.
Quanta merda nascosta.. quanto odore che  infiamma.
Cercavo la pace,  respirando.
Mi accontento di piccole fisarmoniche d'aria.

Torre fulminata

Quanto puo' durare una simile pace?

Guardare è troppo, bisogna  sorvolare.
postato da: Ladridiortiche alle ore 21:34 | Link | commenti (1)
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giovedì, 16 agosto 2007
Lifornia

Cartier-Bresson, Henri - Simiane-la-Rotonde [1970]
Ministero dell'Eco

Il Vicerè ha assunto Lumefanti.   Vagano colle candelettriche sotto il braccio, fino al culo della penisola.
Il  culo  e'  il  piu' nero che c'e'.
La malva spaventa  i cani perchè prolifera.
Il  paese, malgrado  tutto, deve risplendere,  nel  senso di splendere ancora, pure dopo il tufo e le ceneri. 
Il Triangolo Giusto, l' enorme Diapason che sveglia, tendendo e contraendo folle, 
quello è stato disteso nel fango con un rapido gioco di funi, ma  meglio cosi,  le dimensioni dell'Opera potranno così cambiare radicalmente,  risparmiando notevoli cantieri.
Il gesso viene  fatto  scoppiare sulla costa marcia e in tal modo si truccano anche  attori in fila orizzontale.
 Devono  solo  aspettare
che  l'occhio di bue  annunci  il volo della polvere.  A quel punto, però,  nessuna espressione facciale, altrimenti compaiono crepe, che significano rughe, che rompono tutto il quadro incipriato.
Ogni azione rimbalza in un'altra, ogni attività ha scopi a catena, staffette di significati..
 eppure come l'eco, qualche muro alla fine  sempre l'assorbe.
Cartier-Bresson, Henri - Seville [1933]
Le dinamiti si comprano al Sud, a' Lupaccia  ha un monopolio naturale, ma quella si mette pancia all'aria per un quarzo sfregato  sulla zampa.
Amigdale di roccia povera per gli affari ordinari si smerciano  sotto i baracconi in cambio di pellicole.
I boemi hanno fatto strada con attrezzi di traverso in gola o  addosso.  Il dialetto era loro necessario, per questo.
Si è passati inosservati dalla Vecchia alla Nuova Era,
con scope più grandi per prevenire la tosse e pipe collettive per avere un fiato comprensibile a tutti. Tradotto in 245 lingue. In fondo tutto  si  risponde, c'e' qualcosa che corre, in cerchio o in alto o verso il burrone. Peu importe.
La forza dell'uomo che cade sul mondo è pari a quella che  poi lo sputa fuori o lo spinge sotto e lo fa annegare.  L'importante è saperlo un po' prima.
 Non meravigliarsi quando si lancia un sasso nell'acqua e i cerchi che lo abbracciano sono cosi tanti, come tentacoli , e per di più cosi difficili da contare.
Henri Cartier-Bresson, 1948 Srinagar (Kashmir)

postato da: Ladridiortiche alle ore 21:06 | Link | commenti
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lunedì, 13 agosto 2007

Mi misero  nel  sacco. 
Insieme ai grani, alla  polvere e alle ceste.
Serpenti egizi ci dormivano dentro.
La Dea Vergine traballava dallo specchio retrovisore.
Avevo quache spicciolo nascosto in seno.
Non bastava neppure  ad arrostire scorpioni.
Dovevo abbassare il  pensiero
Fischiare all'ombra fino all'oasi
Nella cuccia  fino al colore
fino al fornicare del vento.

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postato da: Ladridiortiche alle ore 14:11 | Link | commenti (1)
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domenica, 12 agosto 2007


L'Istruttore rimase sveglio  tutta la notte a farsi i conti.
Quanto distava  ancora Ginevra, bianca e levigata, col suo buon palato. 
Ogni tanto il doppio fondo dell'auto vibrava, temevo che una tempesta improvvisa di soldi  potesse  farci accostare, nella pianura spinosa.
Temevo  che mi sparasse presto,  nel fruscio dell'avena  il blues riempiva silenzi,   e chiudeva bocche già  ben cucite.  
Proprio non riuscivo a  frenare lo schiudersi di miriadi di sipari oltre quella strada buia,  mi abbandonavo all'incontenibile sbocciare delle possibilità, il domani si sfaldava in quintali di scene.  I soldi facevano scorrere le carte, erano il motore del cambiamento infinito,  erano il caleidoscopio in cui contemplavo.
Nessuna parola per ore, solo sudore e visioni.
 La notte era limpida ma senza luna,  solo i fuochi zingari, ogni tanto, davano luce. La radio latrava in unrom altro italiano.
"Che ne pensi di fermarci per prendere aria?  ti offro da bere, dai... non ti stancare!"  Mi guardava preoccupato,  dritto  alla  tempia.  Forse mirava.
"No, ma scherzi,  ci siamo quasi!  Perchè  fermarsi  sul piu' bello,  non c'è un cane in giro, niente  controlli...Siamo  come protetti dal Dio delle evasioni! 
e poi le aree di sosta, di servizio, sono  sempre sorvegliate da telecamere, non te ne accorgi, le mettono sotto una tegola, così piccole che ti paiono nidi di vespe..
Ma scherzi!!"
Non  so  se  anche il  mio illustre collega palpasse  la  stessa sfiducia nell'altro, inseguivamo uniti una via lattea, diffidando  completamente l'uno dell'altro , e  stavamo arrivando dritti dritti a destinazione.

img_geneve
Arrivederci Italia  -  Bienvenue en Suisse

postato da: Ladridiortiche alle ore 16:25 | Link | commenti (1)
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