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Blogger: Ladridiortiche
Nome: Dodot Lumière
Ognuno ha dentro un demone che ti avvelena con la verità, che succhia dalla mammella le energie virtuose, che scalcia per farti sudare come un cammello dietro alla morgana, per farti accasciare solo nella sabbia. Molti popoli lo hanno sgamato, Daimon per i socratici , spiritello infernale per gli arabi..anch'io ho deciso di non ignorare Dodot. Piu' lo ignori , il tuo demone , piu' ti cinge. Quante dune ancora prima della Torre d'Agata?? Il deserto mi incorona.
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sabato, 29 dicembre 2007

Spara  Minerve  sotto  la  Madonna  di  Gesso.  Cerca   fortune  tra  bidoni dati alle fiamme. Si rotola  nell'acqua  insaponata  che  scende  dal Vico.   Si rifugia nella  gabbia  del  dialetto e  si allena  come  il  Bastardo migliore, che prevale  senza pedigree.  Quello che  non  parla  ma osserva, quello che non spara subito, ma  prima  impara, quello che basta una  volta che  rosica, poi non vuole  farlo mai piu'.

Tutti ci interessiamo un po'  della retorica dei gangster, sappiamo  quanto  basta, ma mai  abbastanza per  farlo  capire  a qualcuno che sta da  un'altra parte,  separato, al sicuro, stanco prima di lavorare e alla perenne ricerca di qualche cosa da fare.

postato da: Ladridiortiche alle ore 18:27 | Link | commenti (3)
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martedì, 18 dicembre 2007

Col velo di birra doppio malto sulla testa

Scende dalla scala sociale, educato al saluto organico,

senza contare i rifiuti che gli vanno incontro,

nè i colorati escrementi che si abbronzano sul suo cammino

più o meno il bruno disagio di esistere ha soldati ovunque,

pensa con un gomitolo in gola e si fa strade tra le mosche,

senza capirle, guardandole gesticolare mute.

L’asfalto che ci regge  resiste ad ogni sgarbo,

a qualsiasi  rivoluzione  reagisce, è  una  fortezza  nera.

L’ultimo fienile del Paese,  bello, utile e poetico

È  emigrato sui set porno della Capitale.

Code sconfinate  ai padiglioni, profumo costoso che svapora,

 fiere di barbieri e sconti comitiva per aree idromassaggio.

In provincia invece non si investe sulla Sensazione,

Tuttavia neanche sulle balle di fieno

In cui affondare la bianca frenesia di talloni spunti.

 Magda Caesar

Idilli senza valore avvengono spontaneamente

dietro le catene dei parchi chiusi al pubblico

 le dame  le ortiche danzano per il custode

avido consumatore di enigmistica,

o nella pianura grigia e perfetta dei corsi coi nomi Savoia,

dove pare risorgano miracolosamente i prezzi delle case,

o nei tunnel  parcheggio con la sbarra a  pois,

 letargo di motori spenti,  albergo ad ore

per carri di metallo con numeri tatuati sul  fondoschiena:

un  randagio piscia a fatica su una ruota vecchia

e callosa, socchiudendo gli occhi tra dolore e piacere.

in due  parole : il sollievo.

 

La piazzetta col  monumento alla Repubblica,

  il caffé storico, le tazzine spruzzate, zucchero sparso sul marmo,

 le pacche sui cappotti camoscio, la  parrocchia piena

di  immaginarie fruste, il registro dei sacrifici,

 i divorzi delle donne sciagura e tutto il disprezzo che circola,

 circola, globulo rosso negli sguardi perduti.

 

Il mare riflette su ciò che accarezza.

Il  giovane si mette il dito in bocca e succhia

per provare a tornare indietro nel tempo..

ha le gambe addormentate e niente lenti

per guardare Lontano e vederlo più vicino...

Intanto dai tombini qualcosa sussurra

In seicento dialetti  d’ acquedotti ugualmente diversi e  profondi.

Soprattutto una tristezza e un rossore orientale

Bussano al cuore di legno vecchio dell’Uomo per bene,

 il Padre, il Figlio e l’intera orchestra del Seme.

 Bosch Concertoeuf

Sto per avere un incidente di pensiero.

Colpa dei colpi di sonno di intere generazioni.

Luci del telefonino ci accompagnano all’uscita

mentre il nostro tempo scade

e presto il montepremi verrà messo nel cuscino

rosso  contro le brame dei Morti di Fame.

Sono  molto  pochi, ma ogni tanto sbucano dai cespugli

come  conigli che  hanno fatto per mesi l’amore senza essere visti,

come  residui di carote o di porri, venuti a galla in

quest’ enorme  zuppa  che  bolle e che fuma.

Le vecchie dai focolari lanciano rosari  per accalappiarli al volo.

 

Annunciazione fresca ed  obiettiva, dal giornale:

e’ uscito un nuovo prodotto per le masse Medie.

Nel  Nuovo Casco d’Acque  c’e’proprio tutto,

tutti parlano, suonano, si muovono, decidono,

si chiedono pareri ai tecnici e alle dive non solo ciglia,

che lanciano lunghi sguardi carichi di erotismo nazionale,

io non  rispondo, non ne vedo proprio il bisogno,

è un discorso che pare andare avanti da sè,

poi  a chi va di  spendere troppo in opinioni senza sostegno,

può essere rischioso: non è affatto un investimento sicuro.

Piuttosto si aspetta,  in giro per strade umide.

E’ la depressione generale che mi confonde e mi gela.

 Il Capitano vede la Balena e la accerchia.

 

Donna,  tu  hai gli occhi come due olive giganti,

puoi andare bene.. le altre di ieri  erano bianche

come  la paura  e la materia  prima,

prima di attraversare il processo produttivo,

prima che le sia data placenta e staccato il cordone.

Tu  potresti  servire, donna: Apparendo diversa, 

daresti l’idea di un treno che frena in un’altra stazione,

di boccoli, di curve, di seni.  

 La  gente allora scenderebbe sorridendo dal Vagone.

 

Backstage

Una  Poltrona di Piume e  l’Eterno Diritto di Canottiera

Ti  spetteranno automaticamente dopo la cassa Lunare.

Sono arrivati  lassù coi Rastrelli e le Mascherine

A cercare nuove pepite.

Oggi  per tutti un  fiume di novità.

Oro,  Bugia, Pestilenza e Legalità.

Bisogna declinare  senza  far  toccare la  lingua al palato,

primo :  toccarsi è  sempre e comunque  immorale

secondo:  la metrica  attuale  per quanto dura

 vi darà sempre e comunque soddisfazione,

quindi esercitatevi a più non posso.  

Ad un tratto si inizia a percepire una forza costante,

che tira che  spinge che sperde calore,

la Seduzione generale e permanente verso il Fungo Spugna,

richiamo oscuro del Distinto Professionista, occhialini dai riflessi di petali,

Credi  alla  montatura, non titubare piccolo uomo dai capelli più lunghi,

sciogli il tuo dubbio nel  buio pesto dell’Ano Fatato.

Non ti dice bugie, ti fa  vedere  quello  che  c’e’

E  sentire  quel  che  potrebbe  esserci,  

Caldo e Freddo sono tali in base alla tua particolare postazione sulla biglia,

 sei tu che li crei, sei tu che nevichi la notte e di giorno ti sciogli..

Rimani piegato però  se no  il gelo ti arriva alla testa e

Se ti alzi,   potrebbe quasi farti scoppiare.

ledoux18-merda

postato da: Ladridiortiche alle ore 15:18 | Link | commenti (6)
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martedì, 04 dicembre 2007

Dodot vagheggia terre lontane per eccesso di pasta oro nella pipa d'oppio.

opium

Lumière non può più  farci niente, è tutto immerso nel saggio orientale del lunedì,  L'Arte della Guerra.  Non si smuove dal divano  sicuro com'e' di sapere già come andrà a finire e lascia il compagno a sbavare sul tappeto .

Opium Moments

Incubo introspettivo di Dodot :

"Il  Faro punta  chissa' dove nella notte semivuota,

va a  interrogare  il mare  puntandogli una torcia  in fronte.

Le alghe si allontanano in un gioco perverso di luci,

affondano al solo pensiero di essere riprese.

Il sonno della scialuppa in secca   è quello migliore forse,

equidistanti da un lato e dall'altro del mondo,

tra terraferma e mareaperto,  tra città e orizzonte.

Guarda l'orizzonte, amico.

Quella Nave ci sembra una lumaca che tentenna nella nebbia  

invece in realtà  è una freccia verso quegli oceani

di cui si parla tanto alla locanda.

 Tu mi hai tentato Lumière, tu mi hai mostrato la locanda.

Vorrei imbarcarmi, dunque, ma ho gia' mal di mare. 

Non riesco a guardare dove metto i piedi.

Le conchiglie danno eco di lontani malori sugli alberi Maestri,

malgrado tutto seguo i flutti scalzo sulla riva e lo sguardo si incammina.

Vorrei salpare in un  mercato di tessuti rari, Lumière,

 e negoziare dietro ai monti di flanella

fino a  morire per mano di una tigre del  Bengala.

Oppure accasarmi in un regno di cera e di miele,

tra decine di api operaie iperattive

per  vedere due volte al giorno come sbadiglia l'ape regina,

e come muore di gioia l'eletto che la fa godere."

abeilles

Uscendo dal delirio di Dodot:

La società delle api è un mondo troppo interessante :  il maschio non sa far altro che danzare per corteggiare la Regina, non ha Pungiglione, viene mantenuto dalle  operaie e il suo unico ruolo è fecondare l'ape Regina, l'unica fertile dell'alveare...troppo fico! 

 linko la voce "Ape Regina" su wikipedia, se volete  ronzarci su...

http://it.wikipedia.org/wiki/Ape_regina

postato da: Ladridiortiche alle ore 17:38 | Link | commenti (6)
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