chi sono
Blogger: Ladridiortiche
Nome: Dodot Lumière
Ognuno ha dentro un demone che ti avvelena con la verità, che succhia dalla mammella le energie virtuose, che scalcia per farti sudare come un cammello dietro alla morgana, per farti accasciare solo nella sabbia. Molti popoli lo hanno sgamato, Daimon per i socratici , spiritello infernale per gli arabi..anch'io ho deciso di non ignorare Dodot. Piu' lo ignori , il tuo demone , piu' ti cinge. Quante dune ancora prima della Torre d'Agata?? Il deserto mi incorona.
commenti recenti
archivio
categorie
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
lunedì, 24 marzo 2008
Notte  sumera

Non so quale scimmia nuda emigrò per prima
oltre incubi di palafitte e melme,
verso tutta una storia di candele fuse
su  monti  inspiegabili di coda di volpe.

Un cielo di velluto ci respira
 e ci ammala di vita con mari di pianto e di risa,
mentre il carro sobbalza verso il fiume bisillabo
 il fango ci colora l'animo bianco di paure.

Un vento gravido di semi da inseguire
si  ferma dove si innamora la gallina
signora inconsapevole del ventre ruvido.
Voglio finalmente vedere la torre blu con gli occhi lucidi
e fingere ancora a lungo di essere me.

american beauty


postato da: Ladridiortiche alle ore 03:48 | Link | commenti
categoria:
venerdì, 07 marzo 2008

 

Mezz'uomo Mezzapiuma o Del limbo dei senza soprannome 

Boubat10

Dodici  giorni  dopo  la sfida, in Via del Calcinculo,  x  aspettava sui gradoni di lava a  piedi  nudi e coi sandali legati alla cinta.  Per strada si vedevano solo poche ciurme di turisti arrossati con le brochures sotto il  mento pronte da sventolare.  Niente  scirocchi, niente correnti,  le  verticali  restavano  tali  senza  scompiglio.  La città  prendeva  a  muoversi  dopo il ruttino del pranzo come un verme appena sveglio: disgustosamente piano, con bave di ogni tipo sulla strada.  Anche i piccioni digerivano chiudendo placidamente gli occhi all'ombra dei cornicioni.  Ieri sera, pensò  x,  qualcuno  ha  pianto su questa  segatura perchè  è  ancora  umida.  A volte,  chissà, un suo ventricolo apriva troppo la valvola, lasciandogli fluire nel cuore gavettoni di pensieri per niente fondati, o,  per  usare  espressioni desuete  e  citare  uno  di  quei  vecchi telecapolavori,  "facendogli dire una marea di cazzate".         A  terra  giaceva un disco rotto alla  sua  destra e un tappo di birra nazionale  alla  sinistra.  Per Mustafà! Per Taglialatela! Due poli brillanti di cui poter essere centro...  poteva quindi mettersi a meditare sul serio,  sussurrando  i suoi quesiti alla manica destra.   Si allontanava il suo vero turno come per tutti i Puberti,  i liberati dalla Pubertà,  e  così doveva decidersi senza nemmeno sapere.  Nulla toglie che le idee chiare ce le avevano in pochi ed erano essenzialmente  gli Autolesionisti  o  i Lanciatori letali di Fionda.  X  non  voleva  entrare  in quei  giri di caverne dorate e roulettes russe,  avrebbe potuto, ma non voleva.  Allora aveva  scritto confusamente messaggi in codice  a  tutti  gli  altri  delle Taverne Sincere, Scettiche  o  Dipinte,   sperando  di  essere  fraiteso  nel  maggior  tempo  possibile.  I Tavernicoli,  si sa, riflettevano il doppio dei Cavernicoli e si lasciavano andare in modo del tutto diverso, senza copione, non si sapeva niente fino alla fine, si vociferava e basta,  bisognava solo aspettare nello strano languore del pomeriggio.

Scegliere il gruppo di appartenenza nella società senza nome  equivaleva ad ottenere   primaditutto  un prenome e poi, come sin dai tempi di Caligola,  anche  un conseguente destino.  Quindi  finalmente  avere un  presentimento mattutino e  uno  sbuffo  notturno,  prima  del  breve viaggio  finto  tra  pozzi caleidoscopio, della folle corsa tra papaveri in boccio.   Scegliere  è  vivere   c'era  scritto su tutti i  portoni, su grosse lapidi, ma a lui sembrava proprio l'esatto contrario, cioè lasciare la piuma  sul  ramo e prendere confidenza coi metalli pesanti, col loro rumore, col grande fardello.  Entrare nella macchina mostruosa, senza farsi schiacciare.  Anche  uno senza baffi come lui poteva  misurare l'ampiezza della questione.   Mentre si scervellava, dalle  finestre  intorno  ogni  due  minuti  si pronunciava un odore saggio di cibo caldo, e qualcuno aveva persino parlato di certe feritoie  commissionate dal Governo da cui verrebbero fuori di profumini  di focaccie e frolle sfornate.    Che  voleva  dire?    Segui  d'istinto la tua fame  o  gratta e pela la pepita sotterranea  senza  mai ferirti l'ultimo dito...misteri della società  senza  nome.   Nella voluttà del  pomeriggio,   per disperdere quello stormo di dubbio che  gli  calava  addosso,  si grattò generosamente la schiena  da ogni prospettiva possibile  con un braccio concepito solo per grattare davanti  e non  dietro  il  suo  piano...ma  dovette desistere  prima  di aver coronato il piacere, avendo presto incontrato certi dannati punti  che da solo proprio non riusciva a soddisfare.  Pero' non c'era dubbio che il prurito veniva dal retro di se stesso e non dal davanti, troppo a portata di mano.

germaine-chaumel-

 

postato da: Ladridiortiche alle ore 15:40 | Link | commenti (3)
categoria: